Le Sedie del Torchio
E' un progetto dell'architetto piemontese Marco Torchio che recupera il materiale dai vinificatori e con le preziose doghe delle barriques, altrimenti destinate al macero, realizza eleganti complementi di arredamento quali sedute, sgabelli, tavoli e tavolini.
Ogni pezzo è unico e caratterizzato da linee originali ed essenziali, ma ricche di memorie storiche, con una estetica che coinvolge i cinque sensi.
Le Sedie del Torchio è una linea che si fonda sulla filosofia del riuso. Tutti i pezzi vengono riciclati e assemblati a mano secondo i principi dell’ergonomia. Opere "riciclate" nel rispetto del tempo e della storia.
RIUSO
La filosofia che sta alla base del progetto Le Sedie del Torchio è quella del riuso inteso come rispetto della storia e dell’essenza di un oggetto e volontà di dargli un nuovo corso dopo che questo ha smarrito fisiologicamente la propria principale funzione.
Le barriques sono pregiati contenitori di vino che perdono nel tempo la loro capacità di effondere aromi. Pertanto hanno una durata massima di due anni e dopo questo tempo rimangono inutilizzate.
Marco Torchio recupera le barriques dalle cantine, le smonta e costruisce le sedie assemblando le doghe delle diverse botti. Ogni sedia racconta pertanto la storia della botte con cui è stata costruita. Il metodo di lavoro prevede soltanto un assemblaggio artigianale senza snaturare il materiale. Rimangono perciò le macchie del vino contenuto delle botti, l’aroma del legno, le scritte di fabbricazione e tutta la storia che quel materiale porta con sè. La materia prima non viene quindi snaturata, ma rispettata e trasformata a nuova funzionalità. Il fascino nell’oggetto sta dunque nella sua intrinsecità, nel suo rapporto col tempo, nella magnificenza nascosta e percepita istintivamente prima dall’artista che lo modella o lo consegna a una nuova funzionalità, poi alla persona che di quell’oggetto usufruisce.
La costruzione dell’oggetto non segue una progettualità sistematizzata. L’assemblaggio delle doghe è un lavoro artigianale
che nasce dal gesto istintivo del costruire e che si nutre della ricerca della bellezza mista alla volontà di creazione di un oggetto funzionale.
I disegni dei modelli sono successivi alla costruzione dei prototipi.
Le Sedie del Torchio è quindi un progetto figlio di un territorio, quello delle Langhe, in cui forte e determinante è la cultura del vino e la mentalità contadina del “campè via niente”, in italiano non buttare via niente.
fORMA & FUNZIONE
Le Sedie del Torchio nasce dal fascino per la botte, per l’elemento sferico che richiama la forma dell’uovo, così perfetta, geometrica che simboleggia l’accoglienza ancestrale, il guscio di protezione. La purezza di questa forma così disponibile a farsi sfruttare, è la premessa di ogni creazione e viene trasportata nell’assemblaggio delle doghe.
MATERIALE
Il materiale utilizzato è il legno di rovere delle botti che per la sua natura “assorbente” accoglie i segni e diventa storia. Viene accostato con il ferro, onestà dei metalli e linea portante che viene lasciato a vista, essenziale, sagoma e spessore. Le parti
imbottite, le sedute, sono realizzate usando ogni tipo di pelle o tessuto; sono la vera finitura, ciò che, funzionando per forma e dimensione, addolcisce l’umore della struttura ruvida e spigolosa. I colori rappresentano dei periodi, degli stati d’animo, la percezione personale e umorale della storia dell’oggetto.
Le Sedie del Torchio sono una linea di oggetti comodi e famigliari che rivendicano la necessità di essere “usati”e non confinati e destinati alla definizione di “oggetto d’arte”.
Dalla ricerca delle botti alla fase dell’assemblaggio il lavoro viene svolto con la preziosa collaborazione di alcuni utenti della comunità terapeutica La Vernazza. La loro fondamentale partecipazione al progetto fa sì che Le Sedie del Torchio siano impregnate anche delle loro storie. Con la ferma convinzione che anche una vita che a un certo punto sembra inutile possa tornare ad avere un nuovo corso.




